Giornale di bordo

9 Novembre 2018

La guerra non ci appartiene!

La guerra – per noi – non esiste, se non in fotogrammi abusati che scorrono liquidi sotto i nostri occhi.

Eppure oggi siamo qui, le classi terze e quarte del Liceo Scientifico dell’I.I.S.”G.La Pira”di Pozzallo, al Cineplex di Ragusa. Siamo in diretta satellitare con Emergency, con il suo fondatore (Gino Strada), il suo presidente (Rossella Miccio), i suoi operatori, i suoi ospiti. Il loro obiettivo sarà quello di farci capire che la guerra invece esiste, che la guerra è proprio qui dietro l’angolo e che nessuno, proprio nessuno, può ritenersi immune.

Per i ragazzi, oggi, è una specie di gita: niente lezioni, niente libri, viaggio in pullman… c’è chi ha in mano un pacco maxi di patatine, chi un cesto maxi di popcorn, c’è chi ride, chi scorre distrattamente il dito sul suo smartphone. Poi però le luci spengono, l’allegria continua ma si fa più discreta, qualche professore richiama chi parla ancora…

Cominciano a fluire le immagini e le parole.

Parole dure, parole che ci raccontano il dolore fisico, che ci riferiscono perdite di gravità inimmaginabile, che spiegano come la guerra può improvvisamente entrarti in casa e rubarti la vita.

Foto altrettanto dure ci restituiscono, impietose, figure di bambini armati fino ai denti e di poveri minatori piegati dalla fatica, vittime inconsapevoli delle nostre ormai irrefrenabili pulsioni social.

Allora il crok delle patatine diventa più dimesso, l’attenzione si acuisce, passa l’idea che ‘è di una cosa seria che si sta parlando’.

Chi ci parla, al di là dello schermo, ci dice che la guerra è un male, un male eterno ma anche evitabile perché frutto di scelta. E a tutti è subito chiaro che chi la guerra la subisce di certo non l’ha scelta, che la sfortuna di molti è irreversibilmente legata al privilegio di pochi, che difendere a oltranza quei privilegi forse non è giusto e che forse un altro modo c’è.

Il professore Allievi ci parla dei flussi migratori, di gente che cammina un anno e sette mesi per coprire distanze che con l’aereo si fanno in quattro ore; ci parla di nazioni incredibilmente giovani e di altre incredibilmente vecchie, di quanto sia naturale – ma anche auspicabile – che i giovani si muovano, in qualunque direzione decidano farlo; ci ricorda – citando Gandhi – che il seme è il solo mezzo per arrivare all’albero e che forse quell’albero converrebbe farlo crescere tutti assieme, su buone radici.

Siamo quasi alla fine, il clima è più disteso, qualcuno riprende in mano il pacco di patatine, qualcun altro chiede di andare in bagno… ma forse ora a tutti è più chiaro che la GUERRA è UN NEMICO COMUNE.

Buona navigazione, ragazzi!

La guerra non ci appartiene!

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